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Di: Picchio
#10939 Tecnici in prima linea: Fabrizio Castori (Cesena)
21/07/2005 12.08.00
Profilo del tecnico del Cesena, protagonista di una ottima stagione alla guida dei romagnoli.
CESENA - Fabrizio Castori, attuale allenatore del Cesena, è il perfetto prototipo del “self made mister”. Per lui un passato da calciatore nelle serie minori e nessun aggancio nelle stanze dei bottoni. Se il focoso coach marchigiano è arrivato dove è arrivato deve ringraziare soltanto una persona: se stesso. Eppure gli inizi non erano stati incoraggianti: la sua prima avventura in panchina,18 anni fa, fra i dilettanti della Grottese, si concluse con un precoce esonero. Un’esperienza in ogni caso utile, visto che da lì partì un’ascesa che, pur fra qualche incidente di percorso, lo ha portato sul palcoscenico del calcio che conta. Un’altra esperienza interlocutoria a Cerreto poi l’escalation: salvezza con la Monturanese. Promozione nel cnd con la squadra di una piccola realtà come Tolentino, e nel 1994/95 una cavalcata trionfale che porta i cremisi fra i professionisti, in C2.

Una categoria difesa con le unghie e con i denti per i due anni successivi, fino alla sfortunata retrocessione che coincide anche con la fine del ciclo-Castori nella società dell’entroterra maceratese.
Nel 1998, dopo una infelice parentesi a Castel di Sangro, inizia l’avventura in quel di Lanciano: sono 3 anni indimenticabili che vedono i rossoneri abruzzesi passare da anonima realtà dilettantistica a temibile compagine di C1, capace anche di raggiungere i play-off per la promozione in serie B. Fra Castori, il presidente frentano Angelucci ed i tifosi si crea un rapporto fatto di amore passionale e ricambiato.

La tappa successiva è Cesena, una piazza gloriosa e vogliosa di riemergere: il top per un uomo a cui piacciono le sfide difficili. Per la squadra finisce in gloria, dopo una palpitante finale play-off col Lumezzane, battuto 2-1 ai supplementari. Non altrettanto per il tecnico, che si renderà partecipe di una clamorosa scazzottata. Naturalmente giornali e televisioni si avventarono come sciacalli affamati sulla notizia, compresi i molti moralisti d’accatto pronti a giudicare il carattere e la professionalità di una persona da un singolo episodio. Rimase invece immutata la stima della dirigenza, che, nonostante la pesante squalifica, confermò Castori alla guida dei bianconeri per la stagione successiva. Una scelta azzeccata, guardando i risultati: salvezza tranquilla con una squadra giovane e molti elementi valorizzati, in primis il centravanti Cavalli finito alla Reggina, oltre ai vari Ciaramitaro, Bernacci e capitan Confalone.

Tatticamente Castori si affida di solito al classico 4-4-2 ma nell’ultimo torneo, per favorire una maggior copertura della retroguardia e sfruttare le incursioni in avanti dei suoi centrocampisti ha spesso optato per un più solido 4-5-1. Una dimostrazione di intelligenza e duttilità che non fa che accrescere la stima dell’ambiente nei confronti del 51nne di San Severino Marche. Non ci stupiremmo, un giorno, di vedere questo personaggio tutto d’un pezzo calcare le panchine della massima categoria. Al di là di un carattere spigoloso infatti, la stoffa c’è, ed i fatti parlano per lui.

Mattia Montanini