Tutte le vecchie discussioni, congelate per sempre.
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Di: pebol
#179803 segnalo:
http://lettura.corriere.it/sotto-sotto- ... tti-troll/

Sotto sotto siamo tutti troll

L’anonimato è da sempre l’imputato numero uno quando si tratta di ricercare le cause dell’aggressività online. Che si tratti di un professionista del disturbo — il cosiddetto troll — o, semplicemente, di un utente che inquina la conversazione con linguaggi e pensieri volgari, la soluzione per molti è sempre la stessa: abolire l’anonimato online.

Proprio questa convinzione ha spinto siti e social network nella direzione dell’identificazione forzata degli iscritti. I risultati, però, non sono confortanti: avere un nome e cognome su Facebook oppure una fotografia sul profilo di Twitter al posto dell’ovetto che appare in assenza di immagini non ha impedito al cosiddetto hate speech (termine che nella giurisprudenza americana indica parole e discorsi pronunciati con il solo obiettivo di esprimere odio e intolleranza nei confronti degli altri) di dilagare online a ogni occasione. La battaglia contro l’anonimato ha trovato nel filosofo Platone un inconsapevole testimone. Nel secondo libro della Repubblica, Glaucone racconta la storia del pastore Gige, il quale ruba a un soldato morto un anello che gli conferisce il dono dell’invisibilità. Grazie al potere acquisito con l’oggetto, l’uomo compie una serie di malefatte. L’ «effetto Gige» — il modo in cui Internet può incoraggiare una disinibizione impossibile nel mondo offline — sarebbe alla base del crollo di empatia che trasforma anche cittadini rispettabili in utenti odiosi.

Agli inizi degli anni Novanta gli studiosi di Psicologia sociale Martin Lea e Russell Spears elaborarono un modello conosciuto come Side (Social identity of deindividuation effects) che ancora viene utilizzato per spiegare, in ambito accademico, i comportamenti negativi nelle comunicazioni mediate da computer. Stando a questa teoria, nei contesti anonimi online le persone smetterebbero di agire come individui per comportarsi come membri di una comunità. La de-individualizzazione condurrebbe dunque alla perdita di consapevolezza di sé nel contesto sociale e a una conseguente disinibizione che spingerebbe le persone a mettere in campo comportamenti violenti nei confronti degli altri.

Eppure la realtà delle interazioni online sembra smentire la percezione comune: l’aggressività sul web, come la tendenza a sminuire e offendere chi la pensa in maniera diversa da noi, sembrano appartenere anche a chi ha un’identità ben riconosciuta dentro e fuori la Rete. Capita sempre più spesso di vedere politici, professionisti della comunicazione e personaggi pubblici esibire modi e linguaggi da character assassination, immagine utilizzata per definire chi intenzionalmente punta a distruggere la reputazione di una persona. Invece che a confronti sul tema, assistiamo sempre più spesso a offese personali. Come ha dichiarato la regista e scrittrice Lena Dunham, molto attiva sul web, «Internet sarebbe un posto migliore se invece che attaccare personalmente gli altri, si dibattesse sul piano dei contenuti».

Ma se non si può dare la colpa agli anonimi troll, allora da che cosa dipende l ’aggressività da social network? Jesse Fox, che è direttrice del Virtual Environment, Communication Technology and Online Research Lab della Ohio State University, analizza da anni i comportamenti molesti in Rete. «Anche se hanno un’identità definita e riconosciuta, le persone percepiscono una sensazione di oscurità sul web — spiega a “la Lettura” — come se i loro comportamenti fossero osservati e giudicati soltanto da una ristretta minoranza». Proprio grazie alla struttura dei social network, organizzata attraverso reti sociali basate sulle affinità, le persone si sentono circondate da un ambiente favorevole e complice. Secondo la ricercatrice, proprio questa falsa percezione di «gruppo di simili» spingerebbe a non sentire le conseguenze delle proprie azioni.

«La teoria della spirale del silenzio — aggiunge — suggerisce che, quando gli individui pensano di fare parte di una maggioranza, si sentono più a loro agio nell’esprimere, anche in maniera dura, le loro opinioni nei confronti della minoranza». La nostra rete di contatti diventa così l’opinione dominante capace di schermarci da tutte le altre, quella che il saggista Eli Pariser chiama «la bolla del filtro». Allo stesso tempo, il pensiero di navigare in un oceano di commenti a sproposito, battute più o meno brillanti, offese e molestie verbali, creerebbe anche negli esperti di comunicazione la falsa idea che «scrivere un paio di tweet spiacevoli non sia poi così grave».

Jesse Fox sostiene che sui social network, come nei giochi online, prevalgano «norme sociali guidate dalla mascolinità», regole non scritte che riflettono il ruolo tradizionalmente dominante dell’uomo nella società e che associano il concetto di mascolinità «all’essere competitivi, forti e censori delle proprie emozioni». L’identità sociale mascolina — che riguarda indifferentemente uomini e donne — verrebbe così rafforzata dal meccanismo dei like e del consenso tipica dei social media: «È un ambiente competitivo — continua Fox — dove le persone combattono per avere le attenzioni degli altri. Erroneamente pensano che alzare la voce, avere opinioni molto nette e distruggere gli avversari sia un modo per avere più consenso». Nessuno, puntualizza la ricercatrice, apre i commenti a un proprio post o scrive una frase su Twitter per ricevere complimenti: «Sa che quelle frasi genereranno un dibattito e questa aspettativa lo spinge naturalmente sulla difensiva, quindi ad attivare la riserva di aggressività».

Con i suoi studi Fox si è spinta a investigare non solo le cause ma anche possibili soluzioni. «La prima cosa da fare è prendersi cura della propria community: il ruolo del moderatore è fondamentale». Una comunità ben gestita che nasce e si sviluppa intorno a un sito o a un account può rafforzare — giorno dopo giorno — le regole, promuovendo i comportamenti virtuosi. «Se sul forum, nel gruppo di follower di Twitter o di “amici” su Facebook passa l’idea che i disturbatori vadano ignorati, si innesca un processo di indifferenza che finisce con lo scremare naturalmente il dibattito». Per la studiosa, un buon esempio è rappresentato dal sito Reddit, che sebbene acquistato da Condé Nast nel 2006, conserva la struttura libertaria degli inizi: «Hanno ancora gruppi controversi ma gli episodi di intolleranza sono sempre di meno: la comunità è abbastanza forte da fare squadra con il moderatore. È difficile avere una piattaforma aperta per dare a tutti la possibilità di parlare, loro ci riescono perché lavorano bene con i redditor».

Un modo in cui alcuni siti provano a limitare hate speech e molestie online è l’utilizzo di algoritmi che cancellano in automatico account dove compaiono parole considerate offensive: «Non sono d’accordo — chiarisce Fox — con le soluzioni meccaniche: non si può affidare al computer un ruolo così delicato. I pc non sanno distinguere il sarcasmo o cosa sia appropriato o meno». Eppure è proprio sull’analisi e sul riconoscimento delle emozioni online che aziende come Facebook e istituzioni come la Cia stanno investendo soldi e uomini, sperando di arrivare presto a distinguere tra un commento ironico e una minaccia così grave da meritare la chiusura del profilo. Esperimenti di «soluzionismo tecnologico», come li definirebbe lo studioso Evgeny Morozov, che rischiano però di sottovalutare il fondamentale ruolo degli uomini.

Perché l’umanità, come il rispetto e la responsabilità sociale, non potran- no mai appartenere a una macchina.
Twitter @serena_danna

Serena Danna


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Di: Vicious
#179807 Ma alla fine, dopo aver chiuso il topic su Pellè per gli insulti di Vocecontro a Bellaria, si prenderanno provvedimenti o no?
L'amico del capo ha sempre ragione!
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Di: mazzony
#179813 Ho contestualizzato una frase di 4capi rivolta proprio a bellaria. Mi è rimasta particolarmente impressa:

"eppure nessuno dei due si è messo a piangere o a fare la solita solfa vittimista sul forum cattivone. anche perchè se in 10 mi dicono la stessa cosa prima di esternare mi chiedo se possano avere un pò di ragione... "

Cioè, uno che passa il proprio tempo a lamentarsi pubblicamente dell'insufficienza di pacche sulle spalle e di ringraziamenti, accusa altri di vittimismo?
Uno che viene considerato un cretino dal 99% delle persone con cui mi è capitato di parlare, dice ad altri di farsi un esame di coscienza se è vero che 10persone dicono la stessa cosa? Per capirci, lui non si è mai posto il problema per se stesso, ma si permetto di farlo per altri.
Rimango sempre più senza parole.
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Di: Il Troll
#179905 "una boccata di ossigeno.
mistificare la realtà per dare addosso al Cesena o a suoi elementi è una cosa che mi deprime profondamente.
così come mi ha depresso profondamente leggere le ultime pagine di questo topic. già è fatica tifare per una squadra piccola in serie A che prende e prenderà sberle molto spesso, così è ancora più difficile.
nn oso pensare alla fine di questo tour de force con milan udinese palermo inter qual'è sarà il clima del forum se queste son le reazioni dopo una sconfitta a zebracity."
4porri.

Quindi se non fai un tiro in porta in 90 minuti ed osi farlo presente, sei un mistificatore e godi a dare addosso al Cesena.
Se, auguriamoci di no, farai 13punti in un campionato sarà vietato fare critiche ed individuare responsabilità perchè da tempo il dirigente Mariotti fa capire che:
il Presidente non ha colpe
la Società non ha colpe, anzi bisogna ringraziarla quotidianamente
i giocatori non hanno colpe
Bisoli non ha colpe
Foschi non ha colpe, anzi #rinopensacitu

La colpa sarà solo dei 2/3forumisti di cib che hanno avvelenato il clima per tutto l'anno, con le loro critiche immotivate ed ingenerose, per colpa delle quali i calciatori hanno reso meno di quanto avrebbero potuto.
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Di: Il Troll
#179922
Il Troll ha scritto:Ma prima c'è stato anche questo:



"Calcioscommesse

marcov2 Valentina_P • in 5 giorni −
Alla gogna ci sono finiti anche Buffon, Criscito, Bonucci poi prosciolti senza neppure delle scuse.

4porri marcov2 • in 5 giorni
ma perfavore, proprio buffon protagonista del calcio di ventrone e agricola e dell'ospedale juventus. speriamo negli effetti collaterali di quello che si son sparati per anni.

marcov2 4porri • in 5 giorni −
Augurare delle malattie: la tua civiltà è pari solo alla tua intelligenza.

4porri marcov2 • in 5 giorni −
e speriamo che tu sia il successivo. mors tua vita mea.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1167338823


Terra dei fuochi

4porri • 7 giorni fa
peccato siano abitate da quegli individui.

4porri • 7 giorni fa
napalm e radere al suolo la campania. per cominciare.

4porri • 7 giorni fa
il cancro sono i campani stessi.

4porri • 7 giorni fa
alibi. e allora tienti la tua camorra, tienti i tuoi cugino che hanno contagiato il resto della penisola, alziamo un muro e fate come credete. la vs viltà è pari alla vs collusione. napalm.

4porri • 7 giorni fa
che c'entra lo stato. qui il tumore sono i cittadini che abitano queste lande desolate. napalm.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1151907458



Riprendo uno dei tanti deliri di 4porri presenti in queste pagine, perchè è evidente che il personaggio in questione soffra di uno sdoppiamento di personalità.
A casa di altri auspica malattie e tragedie, a casa sua fa il moralista senza alcuna credibilità.

Ecco come risponde ad un utente:

"26/09/2014 13:34


#180 | segnala abuso
4porri


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Post: 92.503
Registrato il: 03/01/2003

Cesare
Fondatore

Re: Re: Re:
costaest, 26/09/2014 12:58:

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Se il tuo punto di vista è che chi ha una visione diversa dalla tua è un mistificatore della realtà rasenti l'autismo.

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Credo ci vorrebbe maggiore prudenza nell'utilizzare espressioni come 'autismo' come fossero una clava, potrebbero fare più male a terzi che alla vittima designata.
A parte questo io nn ho fatto altro che quotare il pensiero di zamb (e nn sono il solo) che ha contestualizzato perfettamente quello che lui definisce "Un conto è esprimere un proprio parere, un conto è dire una cosa mentre in realtà la tal cosa non è vera.". Non vero = mistificazione della realtà. Ieri peraltro se n'è discusso a lungo, contestualizzando altre affermazioni false e dimostrando concretamente perchè lo fossero. Forse avresti dovuto quotare zamb prima che il sottoscritto.
Detto questo nn avrei creato e gestito per tanti anni il forum se avessi qualcosa contro la diversità di opinioni che al contrario ho sempre considerato una ricchezza. Ma una cosa è avere un'opinione diversa, un'altra è mistificare la realtà strumentalmente. Ma anche questa è un'opinione e nn una verità assoluta.
[Modificato da 4porri 26/09/2014 15:03]


In realtà il messaggio originale è stato modificato un po' di tempo dopo nella parte iniziale, che recitava così:

"Trovo particolarmente sgradevole sentirmi dare dell'autistico, credo che bisognerebbe avere più rispetto dei propri interlocutori e si dovrebbero misurare meglio le parole. Anche nei confronti di chi magari ha un bimbo autistico in famiglia."

Quindi sì a napalm e tumori, no all'autismo.
Che in realtà poi, se si va a leggere una delle tante definizioni, gli calzerebbe a pennello: "il soggetto autistico non ha nessun contatto con la realtà e rifiuta la comunicazione interpersonale".....
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Di: miron
#179923 che miseria.
ridursi a fare il cane che controlla il gregge con la scritta "dirigente" nel collare.
astuti i suoi padroni..



il calcio è morto
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Di: alcappone
#179924
Il Troll ha scritto:già è fatica tifare per una squadra piccola in serie A che prende e prenderà sberle molto spesso, così è ancora più difficile.


Un vero e disinteressato appassionato.
Della serie: oltre la categoria.
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Di: smoke
#179925 Continuate ad essere patetici............
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Di: smoke
#179926 ....solo patetici.......
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Di: mazzony
#179933 Mettilo qualche puntino di sospensione ogni tanto smoke.
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Di: Vicious
#179946 Il topic su Pellè era stato chiuso su CIB a causa degli insulti immotivati a Bellaria da parte di Vocepro.

Stasera però bismark doveva postare la solita notizia inutile di cui non frega un cazzo a nessuno (dio bo che tristezza che mi fa bismark) quindi ha riaperto il topic e via andare.

Conseguenze per il prode amico del capo?
La legge è uguale per tutti!
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Di: Xamas
#179947
Vicious ha scritto:La legge è uguale per tutti?????


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Vic te amico degli americani ? Hai legna per l'inverno ?




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Di: Vicious
#179948 Amico degli americani no però cazzo!
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Di: mazzony
#180464 Segnalo questa chicca da cesenainbolgia:







#8 | segnala abuso
gabuscia


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Post: 262
Registrato il: 11/12/2005
Veterano
Re:
Ivan22, 16/10/2014 19:18:

Per eliminare la violenza potrebbe essere utile..andate a vedere le norme degli stadi in Inghilterra..loro per ottenere i risultati che hanno si sono messi col pugno duro..ora vediamo se funziona da noi


Sei mai stato allo stadio o nei dintorni o in un match day in Inghilterra con le persone giuste?
Dubito.




Grazie ectoplasma, ti voglio bene.
"Con le persone giuste" è un tocco di classe.
Lontano dagli stadi, lontano dal movimento, lontano da tutto e tutti, ma sempre ultras nel cuore e nell'anima!

È da tanto che nessuno te lo dice, te lo dico io, grazie gabuscia.
Ecco l'ho detto.

Ps. Scusate sono un po' arrugginito, non ricordo più le esatte parole.
Scusate.
Scusate.