Tutte le vecchie discussioni, congelate per sempre.
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Di: Mordente
#133328 Definirlo carico è perfino riduttivo. Lo si intuisce guardandolo negli occhi mentre avanza ad ampie falcate in sala stampa. Ne si ha la certezza appena si siede al tavolo delle conferenze, “incorniciato” dai due cavallucci bianchi su sfondo nero. Se il suo Cesena è partito piano, lui, Igor Campedelli, parte sparato. E va a toccare tutti i punti, anche i più dolenti.

Allacciate le cinture. Si parte in quarta: «Sono qui perché voglio trasmettere a tutti ciò che ho dentro. In questo momento delicato, servono la grinta, la voglia, l’unione e la passione che Cesena ha sempre dimostrato. Non bisogna farsi prendere dallo sconforto, alla squadra va data fiducia. Ci sono state 5 partite nelle quale abbiamo raccolto un solo punto, che è meno di quanto volessimo e ci aspettassimo. Però a rasserenarmi ci sono l’aria positiva che si respira a Villa Silvia e soprattutto il lavoro di tutti i giorni. Credetemi, ben presto raccoglieremo i frutti. Adesso è opportuno dare fiducia al Cesena e dargli una spinta. Perché stiamo per partire. Magari un po’ in ritardo, ma è molto meglio che il momento di crisi, nel quale in ogni campionato prima o poi tutti incappano, sia arrivato subito. Ci siamo presi una dura lezione, sotto forma di quattro sconfitte. Quattro schiaffoni che ci hanno fatto capire che per fare risultato dobbiamo ritrovare i grandi stimoli che ci hanno fatto crescere in questi anni. Magari prima del via un po’ tutti abbiamo pensato che 1 1 facesse 2 e allora abbiamo accantonato troppo in fretta la parola salvezza. Invece la salvezza è e resta il nostro principale obiettivo: quello deve essere il nostro stimolo maggiore. Dobbiamo giocare per salvarci. Quindi con quelle peculiarità che servono per questo traguardo: intensità e determinazione, positività e fiducia. Solo mettendo in mostra queste qualità nel lavoro di tutti i giorni arriveranno i risultati».

Tutti con Giampaolo. «La fotografia che ci arriva dalla classifica non rende giustizia al Cesena. Quindi dobbiamo ritoccarla e migliorarla. Giampaolo è un tecnico intelligente, per cui farà qualche accorgimento. Il Cesena di adesso lo definirei un brutto quadro fatto da un buon pittore: questo per dire che il lavoro svolto finora non va buttato via, che ciò che c’è dietro quel quadro bruttino ha comunque una grande anima, che quanto fatto è condiviso da tutti, società, allenatore e giocatori. L’impegno che io vedo in allenamento è in continuo aumento. E nell’ultima settimana ho rivisto nei giocatori grande fame. Sarà difficile da credere, però io preferisco avere un punto ma avere un gruppo che ha fame che non avere 4 punti ma vivere nel limbo. Il tempo non ci manca e daremo tutto per raggiungere la salvezza».
La sveglia. «In tutti noi c’è desiderio di ripartire, di iniziare a correre. La squadra ha assimilato tanti concetti, in questi mesi, concetti che ora vanno trasformati in gioco, in ardore, in cattiveria agonistica. Contro il Chievo è suonata la sveglia e ha toccato le corde giuste nel tecnico e nei giocatori. Il gruppo ci crede. Il gruppo saprà tirarsi fuori dall’ultimo posto. Questo non significa che domenica batteremo la Fiorentina al 100 per cento. A me, ora, interessa vedere miglioramenti costanti. Vincere domenica non è un obbligo».

Accorgimenti. Fin qui, Campedelli va tutto d’un fiato. Poi si inizia ad approfondire. Partendo dagli accorgimenti che prenderà Giampaolo, tipo quello di spostare Mutu dal ruolo di centravanti: «Giampaolo è un uomo intelligente, attento e sempre sul pezzo. Sa benissimo cosa serve ora al Cesena. I 4 ko di inizio campionato gli sono serviti per completare un percorso di conoscenza e ora si è reso conto dell’importanza di certi giocatori e ha capito come e dove altri possano rendere al meglio. Giampaolo non ama farsi male da solo e soprattutto non è il problema del Cesena. E’ uno che lavora con qualità, con perseveranza e con intelligenza. E poi è lucido e accetta il confronto con tutti. Insomma, Giampaolo ha messo le basi per impostare la riscossa, anche perché la squadra lo segue ed è in piena sintonia con lui. Se Giampaolo ha tutta la nostra massima fiducia è perché vediamo che il Cesena sta crescendo».

Mutu e Bogdani. Dalla panchina si viaggia verso la linea d’attacco, anche perché il nocciolo della questione è questo qui: «Quando è venuto a Cesena, abbiamo detto che Mutu è il nostro valore aggiunto. Perché ha qualità importanti che servono per cambiare le partite e vedrete che quando sarà al massimo, ci farà vincere le partite e ci farà fare il salto di qualità. Però Mutu fa parte di una squadra ed è la squadra tutta assieme che si salva o che retrocede. Mutu non può e non deve diventare un alibi per gli altri, non dobbiamo scaricare addosso a lui ogni responsabilità perché nessun giocatore determina in modo assoluto il destino di una squadra. Il cammino di Mutu, assomiglia per ora a quello di Jimenez, che lo scorso anno abbiamo dovuto aspettare per un paio di mesi. Poi, nonostante giocasse in un ruolo che lui non sentiva suo, Jimenez ha disputato il suo miglior campionato in Italia». Da Mutu a Bogdani: «Ha dato la sveglia con il Chievo: ha trasformato il Cesena, lo ha trascinato dando l’esempio, ha riportato il pubblico dalla parte della squadra. Aveva il sangue agli occhi e la determinazione che serve in questi momenti: è il segnale di un gruppo che vuole diventare una squadra indipendentemente da chi va in campo».

Antonioli e Parolo. Per chiudere, due della vecchia guardia: «Ravaglia è andato meglio di quanto ci aspettassimo, però ora abbiamo bisogno di Antonioli, perché sa dare tranquillità a tutti. Anche quest’anno ci darà una grande mano. E presto Parolo tornerà sui suoi livelli. Quest’anno Marco sta imparando cose che gli permetteranno di diventare un centrocampista ancora più completo. Poi è un vero esempio: da se stesso pretende sempre tanto e in allenamento devi fermarlo, altrimenti continua a correre». Già, correre: ciò che ora deve iniziare a fare tutto il Cesena.

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