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Di: piadina
#176937 Il prefetto: lista nera partite a rischio
Si giocheranno solo di giorno sarà stilata una «black list» degli incontri a rischio scontri. Allo studio anche un nuovo protocollo sulle manifestazioni

ROMA - Una «black list» delle partite di calcio considerate a rischio. Verrà stilata a inizio campionato e gli incontri che minaccino l’ordine pubblico potranno essere giocati solo di giorno. È la soluzione contro il tifo violento a cui stanno lavorando la prefettura di Roma e il Viminale. L’elenco dei «cattivi» sarà stilato dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e dalla Lega calcio. In ballo, la possibilità di estendere l misura anti-ultrà a tutte le città d’Italia in cui si giocheranno match a rischio.
il piano sicurezza
Sicurezza dello stadio Olimpico, telecamere di videosorveglianza, regolamentazione dei cortei. Dopo l’annuncio del ministro dell’Interno Angelino Alfano del piano Roma Capitale sicura, il prefetto Giuseppe Pecoraro, a capo della Squadra Roma, come ha spiegato proprio il responsabile del Viminale, si appresta a prendere i primi provvedimenti. Se ne parlerà nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, che sarà convocato non appena arriverà la direttiva annunciata da Alfano. Sulla base di quel documento, che conterrà le linee guida descritte lunedì scorso dal ministro, si potrà procedere allo studio delle misure da prendere per affrontare i vari problemi che affliggono la Capitale sotto il profilo della sicurezza: microcriminalità, manifestazioni e tifo violenti, abusivismo commerciale, percezione della sicurezza da parte dei romani, prevenzione e lotta alla droga e alla prostituzione, specialmente quella minorile.
Olimpico a rischio
L’Olimpico rappresenta da sempre una delle preoccupazioni maggiori e il prefetto ha da sempre manifestato la preferenza che le partite si giochino di giorno e non in notturna per evitare situazioni rischiose per l’ordine pubblico. A volte ha prevalso la sua linea, come è accaduto per l’ultima finale di Coppa Italia, a volte no e troppo spesso i dintorni dell’Olimpico si sono trasformati nello scenario di scontri, agguati e ferimenti. È probabile che per la prossima stagione venga chiesto sia un maggiore coinvolgimento delle società nella gestione dello stadio, sia un incremento dei servizi di intelligence per prevenire episodi di violenza, come quelli che, proprio il 3 maggio scorso, hanno portato alla sparatoria di Tor di Quinto: a colpire è ancora oggi il fatto che l’area abusiva dove sono stati feriti i tre ultrà napoletani era noto come luogo frequentato anche da tifosi romani e quindi non si spiega perché quel giorno non fosse presidiato a dovere. Altro punto in cima all’elenco delle emergenze è quello dei cortei, e soprattutto di quelli non autorizzati.
Cortei e scontri
Il protocollo sulle manifestazioni risale al 10 marzo 2013. Da allora a oggi ci sono state migliaia di cortei ma anche episodi di violenza di piazza senza precedenti, a cominciare dalla «battaglia» di San Giovanni nella giornata degli «indignados» (15 ottobre 2011), dall’assalto ai blindati della Finanza in via del Babuino (14 dicembre 2010), poi ancora scontri con gli studenti sul lungotevere, guerriglia in centro e moltissime iniziative non autorizzate dalla Questura, con cortei estemporanei che hanno bloccato la città anche per più giorni di seguito. Una situazione che, come ha sottolineato Alfano, non è più tollerabile e non sarà più tollerata, anche se intervenire prima che gli incappucciati si palesino appare complicato. E allora l’idea che viene presa in considerazione è quella di varare per Roma un nuovo protocollo sulla base delle esperienze degli anni scorsi.
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Di: piadina
#177231 Daspo più duro: ecco il "pacchetto" sicurezza

Daspo più duro e allargato: ecco cosa c'è nel pacchetto-sicurezza che l'Osservatorio del Viminale ha preparato dopo la finale di Coppa Italia, e che adesso il premier Matteo Renzi dovrà portare (il più presto possibile) in consiglio dei ministri. In un mese sono state studiate nuove misure: un giro di vite auspicato da più parti, soprattutto dal mondo politico, dopo il disastro della partita Napoli-Fiorentina, fuori e dentro l'Olimpico. Un disastro, quel sabato di maggio, causato anche e soprattutto da un'organizzazione carente dell'evento: non a livello sportivo (la Lega di A ha fatto le cose per bene, con entusiasmo e competenza) ma da parte della questura di Roma: i tifosi del Napoli non dovevano essere a Tor di Quinto dove non c'era un poliziotto, poi come sono entrati allo stadio fumogeni e petardi? Ma di questo non si può parlare: meglio concentrarsi su misure più severe, no?

Ma ecco, in esclusiva, il pacchetto-sicurezza già pronto per la prossima stagione.
A) In caso di recidiva il Daspo verrà portato sino a 8 anni (ora il massimo è cinque): niente "a vita", quindi, come proponeva il ministro Angelino Alfano perché un'ipotesi del genere è a fortissimo rischio anticostituzionale.
B) Daspo di gruppo e preventivo. Un esempio? Tutti i tifosi di un bus che si reca allo stadio si rendono protagonisti di incidenti (con altri tifosi, o in un autogrill): non potendo identificare i colpevoli vengono portati tutti in questura, sottoposti a Daspo e allo stadio non ci arrivano mai. Norma molto severa, in uso in Inghilterra e Stati Uniti. In Italia sarebbe possibile? Secondo i tecnici del Viminale sì. Ho qualche dubbio.
C) Allargamento del Daspo ai reati di ordine pubblico.
D) Aggravamento del Daspo in caso di caso di ruolo di organizzatore di gruppi di facinorosi.
E) "Riabilitazione" per i daspati che vogliono cooperare e "pentirsi".
F) Più telecamere e maggiore attenzione ai prefiltraggi.
G) Maggior impiego dell'"intelligence" per controllare "flusso", e intenzioni, tifosi violenti. Poi bisognerà anche convincere una parte della magistratura che i reati da stadio non sono poca cosa, anche per l'impatto sociale che hanno. Ma ci saranno anche misure, come stabilito dalla Task Force presieduta dal prefetto Vincenzo Panico, a favore di tifosi per bene (biglietti on line e last minute, via libera a chi vuole andare allo stadio coi figli, eccetera). Però toccherà anche al mondo del calcio fare la sua parte.
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Di: piadina
#178555 Il Daspo prolungato
Per i tifosi violenti il divieto di ingresso negli stadi potrà durare fino a otto anni. Nel caso di recidiva scatteranno però provvedimenti ben più drastici come l’obbligo di firma in commissariato e addirittura la sorveglianza speciale, proprio come avviene per chi compie gravi reati. Si allarga la «rosa» dei comportamenti che consente l’emissione del Daspo e una norma inserita nel decreto impedirà - a chi ha subìto il provvedimento - di poter ottenere licenze di attività di merchandising legata alla propria squadra. È un modo per allontanare i capi delle tifoserie dai vertici dei club: accade spesso che la commercializzazione dei gadgets originali venga infatti affidata proprio a chi guida il tifo delle curve. Nel decreto sono previste modifiche al codice penale per aggravare le sanzioni in caso di frode sportiva e si è deciso di inserire un articolo che obbliga le società di ridurre l’ampiezza dei settori dello stadio in modo da consentire un controllo più serrato degli spalti.

Il «codice rosso»
Sarà il ministro dell’Interno, in caso di episodi gravi, a poter disporre il divieto di trasferta anche per diverse giornate di campionato. L’Osservatorio, che da questa mattina è affidato alla guida di un poliziotto esperto come Alberto Intini, valuterà ogni settimana l’indice di rischio degli incontri in una scala da 1 a 4 e in caso di valore più alto scatterà il «codice rosso» con la sospensione di ogni agevolazione per i tifosi, il divieto di giocare la sera e infine le porte chiuse. «Seguiremo - chiarisce Intini - quattro indicatori: la sicurezza dello stadio, i rapporti tra le due tifoserie, il comportamento di ogni tifoseria nella partita precedente, l’importanza del risultato. Negli incontri che riterremo più pericolosi potremo anche stabilire che l’ingresso degli ospiti nello stadio avvenga fino a due ore dal fischio di inizio, in modo da poter tenere sotto controllo la situazione interna, ma anche ciò che avviene all’esterno degli impianti». Fondamentale viene ritenuto il ruolo degli steward che dovranno seguire le tifoserie anche in trasferta.

Agevolazioni alle famiglie
Si procede con la linea repressiva, ma si incentiva anche quella ricettiva. Le società dovranno prevedere sconti e agevolazioni per chi, dice Alfano, «vuole restituire dignità al calcio». E dunque dovranno attivare la «vendita di biglietti on line, anche attraverso smartphone e tablet proprio come già avviene per i treni, consentendo l’acquisto anche pochi minuti prima della partita e non come avviene adesso soltanto fino al giorno precedente». È Intini a chiarire che «sarà incentivata al massimo la fidelizzazione alla squadra con riduzioni di prezzo per gli under 16 e gli over 60. Chi ha la tessera del tifoso e non ha alcun precedente può portare allo stadio altre due persone, anche se non sono possessori della tessera. Ci saranno «pacchetti» speciali per le famiglie e per gli stranieri. pur se allo stadio anche senza tessera del tifoso. Ancor più incisiva dovrà essere la lotta al razzismo «con un monitoraggio speciale alle interno delle tifoserie e e campagne di comunicazione che coinvolgeranno anche le scuole. Ma soprattutto con sanzioni pesanti nei confronti di chi non rispetta i codici».
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Di: piadina
#178676 Il Governo ha approvato il decreto contro la violenza negli stadi. «Useremo una mano dura, perché quello che è successo all’Olimpico non debba più ripetersi. Per questo il pensiero va alla mamma di Ciro Esposito». Il ministro degli Interni Angelino Alfano annuncia con queste parole le nuove normative che regoleranno la gestione e la sicurezza dei tifosi dentro e fuori gli stadi.
Il decreto in punti
1. Al ministro dell’Interno andrà il potere di divieto di trasferta fino a due anni per gravi episodi di violenza con la chiusura della curva o il divieto di vendita dei biglietti alle tifoserie;
2. Novità assoluta è il Daspo di gruppo, il Daspo al branco;
3. Arresto differito entro 48 ore per istigazione a razzismo. «Chi si sarà macchiato di determinati atteggiamenti o comportamenti, ha esemplificato Alfano, avrà al citofono la polizia che suonerà per arrestarlo». Sul fronte dei cori contro altre tifoserie, ha garantito il ministro, «lavoreremo comunque con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive»;
4. Fino a 6 o 9 anni di reclusione per chi trucca partite e gare;
5. E’ stato chiesto alle società sportive uno sforzo per mettere a norma gli impianti di calcio, garantendo una semplificazione burocratica che impone alle amministrazioni locali entro 48 ore dalla richiesta di dare un sì o no alle società, o di convocarle nelle 48 ore successive;
6. Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per chi ha subito più Daspo: non potrà avvicinarsi allo stadio. «È una misura che si applica ai mafiosi», ha detto Alfano.
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Di: piadina
#180029 Pistola elettrica per la polizia, primo sì
In Commissione passa l’emendamento di Fontana (FI) al decreto stadi. Sarà l’Aula a decidere. Ok del Garante all’uso di mini-telecamere indossabili da parte delle forze dell’ordine
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30/09/2014
Dopo lo spray al peperoncino e le microcamere sulle divise, che dopo mesi di sperimentazione potrebbero fare il loro esordio “ufficiale” in ordine pubblico giovedì a Napoli, è in arrivo un nuovo strumento per i poliziotti: la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato un emendamento al decreto stadi che autorizza la sperimentazione del Taser, la pistola elettrica. L’emendamento, che dovrà ora ricevere il via libera dall’Aula, è stato approvato dopo che il viceministro all’Interno Filippo Bubbico ne ha proposto una riformulazione rispetto al testo iniziale di Forza Italia: la sperimentazione dovrà avvenire «con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute». Presto dunque il Taser, che produce una scossa elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi e che già utilizzano diverse polizie europee, potrebbe approdare nelle questure.

COME FUNZIONA
La pistola emette una scarica ad alto voltaggio (circa 50 mila volt) a basso amperaggio, partendo da una normale batteria da 7.2 volt. Quando il Taser viene azionato proietta due dardi, collegati con fili elettrici alla pistola, con traiettorie non parallele perché l’efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro. Per produrre l’effetto non è necessario che le freccette tocchino la pelle, essendo sufficiente che si piantino negli abiti in qualsiasi punto del corpo. La scarica di corrente emessa dal Taser fa effetto quasi sempre ed è più efficace se si colpiscono i muscoli. La persona colpita cade a terra per le contrazioni e rimane in posizione fetale. La scarica può immobilizzarla nel giro di due secondi e per parecchio tempo. Secondo uno studio della `Wake forest university school of medicine´, su mille individui il 99,7% colpiti dalla pistola elettrica non riporta danni o solo danni leggeri, anche se altri studi evidenziano possibili rischi specie su persone affette da problemi cardiaci. Sul mercato esistono due tipi di pistola Taser: la differenza sostanziale è che un modello possiede un normale innesco elettrico, mentre l’altro è azionato con anidride carbonica.

AMNESTY: IN AMERICA 864 MORTI
«C’è da augurarsi - dice il promotore dell’emendamento Gregorio Fontana - che la condizione posta dalla riformulazione non si trasformi in una manovra ostativa, verso un’operazione di ammodernamento tecnologico, di estrema utilità per gli operatori della sicurezza e per tutti i cittadini». Contraria Sel, con il capogruppo in Commissione Daniele Farina: «Numerosi studi e rapporti ne hanno rilevato la pericolosità e l’uso indiscriminato nei paesi dove l’armamento è stato adottato». Allarmato il commento di Amnesty International: «Sulla questione-taser c’è un sentimento di preoccupazione. Le esperienze vissute tra Usa e Canada non ci lasciano tranquilli. Dal 2001 i morti “taserizzati” sono stati 864, e il 90% di questi era disarmato», afferma Riccardo Noury, portavoce Amnesty International per l’Italia.

LE NOVITA’ PER GLI AGENTI
Al Dipartimento di Pubblica Sicurezza si guarda invece con interesse alla possibile sperimentazione. Perché lo spray, le microcamere e, domani il Taser, sono strumenti che vanno verso un’unica ottica: ridurre al minimo il contatto fisico tra operatori di polizia da un lato e cittadini dall’altro. E, di conseguenza, ridurre drasticamente i rischi che un arresto o una carica di alleggerimento possano degenerare, come accaduto in passato e come insegna ad esempio la storia di Federico Aldrovandi. «Piano piano - commenta il segretario del Sap Gianni Tonelli - si comincia ad abbattere un pregiudizio di fondo verso determinati strumenti, che non sono di repressione ma di prevenzione, anche se la strada da fare è ancora molto lunga». Per l’Associazione nazionale dei funzionari di Polizia «sarebbe preferibile impiegare già nella fase sperimentale pistole Taser che dispongono di un sistema di videoregistrazione connesso automaticamente al loro uso, come avviene già in Francia» a garanzia di agenti e cittadini.

ARRIVANO LE MICROCAMERE SULLE DIVISE
In attesa che il Parlamento si pronunci sul Taser, faranno intanto l’esordio ufficiale in ordine pubblico le microcamere installate sulle divise, la cui sperimentazione è in corso a Roma, Napoli, Torino e Milano: in occasione del vertice della Bce di giovedì a Napoli, gli agenti dei reparti mobili potranno utilizzare i nuovi strumenti e sarà il dirigente incaricato della gestione della piazza a decidere se sussistono o meno le necessità per la loro attivazione. Nel parere con cui il Garante della privacy ha dato il via libera all’utilizzo, si sottolinea infatti che il sistema, per quanto finalizzato alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, alla prevenzione, all’accertamento o alla repressione dei reati, è pur sempre soggetto al rispetto dei principi del codice privacy sul trattamento dei dati personali. E dunque le immagini riprese dovranno essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolte. Ecco perché il sistema dovrà essere attivato solo ove vi sia effettiva necessità, ossia nel caso di insorgenza di concrete e reali situazioni di pericolo di turbamento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Le riprese, inoltre, dovranno essere conservate per un periodo di tempo limitato e poi cancellate.