Tutte le vecchie discussioni, congelate per sempre.
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Di: ilcesenapuntonet
#12808 Anche a seguito di recenti incontri con altre tifoserie di serie B, la Curva Est di Rimini si sente in dovere di comunicare, per mezzo di questo scritto, la propria ferma ed incondizionata ostilità al progetto della serie B al Sabato alle 15. Il ritorno in B dopo 23 anni non può essere un’ attenuante per soprassedere ad una situazione che sta ormai rasentando, se già non li ha oltrepassati, i limiti della decenza, del rispetto e della dignità che il mondo del calcio dovrebbe riconoscere a chi, fin dalla fondazione di questo sport, ha contribuito al suo radicamento in Italia.
Al contrario di quello che molti ben pensanti possono ritenere, lo stadio, e la curva in particolare, sono elementi di aggregazione giovanile dove vigono ancora vecchi valori come il rispetto, l’amicizia, la collaborazione e la lealtà. Proprio per questi, che più ci riguardano, ed altri fattori, come l’ordine e l’interesse pubblico manifestato dai sindaci delle città di B, riteniamo assolutamente ingiusto ed inqualificabile il gesto di portare le partite al Sabato pomeriggio, giorno lavorativo e per cultura e tradizione italiana dedicato ad altre attività. Perdere gente che si è sempre avuto al proprio fianco, che vive per questa passione ma che non può compromettere il suo futuro lavorativo, ci riempie allo stesso tempo di scoramento e rabbia. Per poche migliaia di euro è stata venduta da parte di presidenti (ben 18 su 22), Lega Calcio e televisioni una passione, una cultura, un’ideale in cui molti di noi si riconoscono. La desertificazione degli stadi, parallelamente all’ingrassamento di tv, a pagamento o meno, rendono la situazione insopportabile ed invivibile. Una sport che già di per sè sarebbe perfetto viene ogni anno sempre più umiliato e vituperato da vili speculatori ed affaristi che col nostro mondo non hanno niente a che fare. La frase “No al calcio moderno” non riveste per noi solo una frase fatta ma un credo che ci porta ad opporci con tutte le nostre energie alle nefandezze che quotidianamente emergono da questo mondo ormai marcio: fidejussioni false, partite comprate, livelli di giustizia infiniti ed incomprensibili, doping, truffe, perdita di dignità costante...e chi più ne ha più ne metta.
Spesso veniamo accusati di essere noi ultras il marcio di questo calcio perchè è facile per i reggenti le fila di questo teatrino accusare la gente che vive per questo sport spostando su di noi le accuse dell’opinione pubblica che, in tal modo, perde di vista le loro ipocrisie e continue martellate a questo gioco ormai a pezzi. Ebbene, noi che siamo “il marcio” non demorderemo e non ci arrenderemo di fronte a quest’ennesimo sfregio ma attueremo tutte le forme di protesta che riterremo più opportune per salvaguardare non solo i nostri interessi, ma tutti quelli delle persone che, nonostante tutto, amano e si divertono ancora nel vedere una partita di calcio dal vivo, sugli spalti, dove si può assaporare e vivere il nostro calcio e sentirsi partecipi insieme alla propria squadra.
Il Sabato alle 15 è solo l’ultimo insulto che viene rivolto al “popolo da stadio” e noi non siamo più disposti ad accettarlo perchè gli stadi vuoti ma i salotti pieni saranno la vera fine di questo mondo calcistico.
Non pretendiamo di essere capiti in ciò che attueremo, ci basterebbe far riflettere chi ancora vive nel suo limbo di incertezza ed indecisione su un argomento che può segnare la fine inesorabile e definitiva dello stadio vissuto allo stadio!
Una passione non vale un tesoro, figurarsi pochi spiccioli di elemosina da parte delle televisoni.

Direttivo Ultras Curva Est